Il piacere di stare con se stessi
di Erica Bo
Immaginate la sensazione di armonia che si prova nel ritrovarsi soli con se stessi, nella cullante solitudine dei propri pensieri, rintanati tra le mura del proprio rifugio a meditare sul prossimo imminente viaggio! Quel tipico viaggio che non è un mero spostamento in un altro paese, nazione o cultura, ma un viaggio che vuol essere tappa e meta, ricarica e scarico.
Un viaggio del genere merita almeno una sera di ritiro da tutto ciò che si vuole salutare, per fare mente locale, per riordinare i pensieri, per fare lo zaino di ciò che si vuole lasciare a casa e riflettere su ciò che invece si vorrà portare indietro, sulle aspettative, sui timori, sulla persona che sta partendo e su quella che ritornerà.
E’ una sera dedicata alla ricerca dell’equilibrio ed al piacere di stare con se stessi, in cui ci si ritrova ad appuntare le prime sensazioni sul taccuino di viaggio, che sarà compagno e memoria negli anni .
Ecco, io mi sono immaginata ed assaporata una serata del genere, fino al momento in cui ho deciso di concedermela: niente uscite, niente “birretta” veloce, niente cena da amica che ospita la nonna che cucina come il Bimby, si resiste agli sms degli amici che propongono l’inaugurazione del locale nuovo – prima consumazione gratis per le donne – No, ho deciso! A volte è più importante concedersi un momento come questo e non lasciarsi tentare dalla sopravvalutata compagnia dell’altro, spesso più di abitudine che necessità.
Spengo il cellulare, non cadrò in tentazione…ups no, se mia madre mi chiama e trova spento chiamerà sicuramente il 118. Riacceso.
Accendo il pc solo e solamente per leggere le ultime notizie e gli eventuali aggiornamenti sulla meta tanto agognata, magari per documentarmi un po’ sugli autori tipici del luogo, la religione, la cultura, la morfologia del territorio, il clima, le etnie presenti. Documentarmi sulle usanze, la lingua, le tradizioni…..controllo solo un attimo se mi hanno risposto ad un commento su Facebook. Non attiverò la chat, No! Stasera rimango con me, non ho voglia di sentire nessuno, di dare retta a nessuno. Ah già, però devo rispondere al sms della mia amica; mi connetto un attimo per vedere se c’è, ma solo perché ho poco credito sul telefonino, solamente per questo, altrimenti ne farei volentieri a meno. Poi mi sconnetto subito.
La mia amica non c’è. Però c’è quella che si è trasferita in Germania…che faccio??? Sono settimane che non le scrivo! Neanche un saluto è brutto. Ok, un “ciao” veloce e poi ritorno alla piacevole compagnia di me.
Uff…non ricordo mai che all’attivazione del Pc si connette subito Skype, vabbè tanto lo uso pochissimo! Adesso impost il mio stato su “invisibile” prima che sia troppo tard……ecco troppo tardi, mi sta scrivendo quel fastidioso del vicino, però è simpatico; non mi piace sembrare maleducata, specialmente con una persona che incontro tutte le mattine, due chiacchiere si possono fare.
Per curiosità controllo se il tizio che mi interessa è connesso un attimo su Facebook, non c’è.. ma che mi importa? Io sono una persona completa che non ha bisogno di appoggiarsi all’altro per provare sensazioni di pace e felicità, non ho bisogno di superficiali attenzioni altrui…eccolo, si è connesso, io non gli scrivo! Ma sì, un saluto veloce…poi torno a me stessa.
Morale della favola: ci si stacca dal pc verso l’1 di notte, nel frattempo il cellulare è squillato almeno tre volte, si è risposto a sei sms (ma tanto il credito era più che sufficiente e lo si sapeva benissimo), si hanno gli occhi più gonfi che se si fossero fatte le quattro del mattino, ed invece della serenità si attraversa uno stato di schizofrenia tecnologica, al posto dell’equilibrio si prova una sostanziale incazzatura perché tanto quel tizio con cui si è parlato invece di meditare sulle potenzialità del nostro “Io” ci avrà sicuramente fatto cascare i chacra!
Ora vi domando: ma solo a me capita di essere così “banderuola”, che se decido di fare una cosa ovviamente farò tutt’altro?
Ammettetelo quante serate del genere vi sono capitate, anche se precedute da tutte le buone intenzioni!!!

purtroppo è cosi.. e credo faccia parte della “vita” moderna… ad oggi io personalmento solo una volta sono riuscito a staccarmi da tutto…. e sono riuscito a farlo solamente perche’ al momento della partenza ho guardato mio fratello e ho detto “tieni! ti REGALO il mio cellulare”…. e fu cosi che per due mesi il mio telefono smise di squillare… e ti assicuro che si torna nuovi come da un altro pianeta… ma poi.. la vita di tutti i giorni torna e ci “inquina”.. e siamo punto da capo…