Carne morta – parte V

di Enrico Graglia
Mangiano barrette energetiche con il marchio dell’Eden e bevono dai contenitori termici litri su litri di acqua; il caldo li disidrata in fretta. Soltanto Jack rifiuta ogni cosa e sbocconcella della carne in scatola che si è portato dietro in una piccola sacca, accompagnandola con una bevanda giallastra, forse un integratore di sali minerali.
«Io non butto giù la loro merda.», dice.
Gli altri si stringono nelle spalle.
È sorta da poco l’alba e il mezzo sta scendendo lentamente fino al fondo di un ampio canyon, seguendo quella che sembra una vera e propria strada di terra battuta, piena di tornanti, in gran parte scavata nella viva roccia. È come sprofondare nella terra un po’ alla volta.
«Chi ha voglia di guidare questa bellezza?», chiede il pilota, quasi urlando per farsi sentire dagli altri, che mangiano seduti nel cassone.
Kalil si alza, bevendo un ultimo sorso d’acqua.
«Vengo io.», dice.
«Ce l’hai la patente, eh?», sghignazza Jack, come se fosse la migliore battuta del mondo.
Nessun’altro ride. Continua a leggere…
